Donald Trump ha i suoi problemi. Il divorzio da Elon Musk ha turbato una parte della sua base, per averne conferma basta elencare il numero di celebrity di destra che hanno lanciato appelli per una loro riconciliazione. Le trattative con la Cina per evitare i superdazi sono ostiche, come tutti i negoziati con Pechino. Putin lo ha deluso, al punto da fargli rivalutare Zelensky. L’economia americana procede benino, le Borse sono tornate ai massimi, però i mercati osservano con apprensione l’iter della legge di bilancio, che farà aumentare ancora deficit e debito pubblico (come peraltro hanno fatto tutte le manovre finanziarie di tutte le ultime Amministrazioni). In questa congiuntura, uno scontro con la California è l’ideale per rilanciare le sorti della sua presidenza. Dopotutto, Trump vinse l’elezione del 5 novembre 2024 anche perché Kamala Harris era associata indissolubilmente con la sua California, uno Stato che per gran parte degli americani è bello e ricco (un po’ come l’attuale governatore Gavin Newsom) ma è anche sinonimo di politiche estremiste dai risultati disastrosi.

Trump ha scelto con cura il terreno dello scontro. L’azione del suo governo contro l’immigrazione clandestina mantiene una delle promesse più qualificanti della sua campagna elettorale. Gli fece guadagnare voti perfino tra le minoranze etniche. Molti immigrati e figli di immigrati arrivati negli Stati Uniti legalmente, non approvano l’afflusso disordinato e caotico di chi entra violando le regole. Molti lavoratori percepiscono la concorrenza della manodopera straniera che non ha le carte in regola, come uno strumento del padronato per ridurre il loro potere contrattuale ed evitare aumenti salariali. Sull’immigrazione Trump sa di essere vincente. Lo sanno anche i democratici. In un’epoca d’oro per la sinistra, un presidente che era un mago del consenso elettorale come Bill Clinton, fece costruire il primo tratto di Muro col Messico proprio a Sud di San Diego in California, al confine con Tijuana. Barack Obama in alcune fasi dei suoi due mandati usò con durezza gli strumenti delle “deportations” (espulsioni e rimpatri), arrivò a far rinchiudere in gabbie gli illegali catturati alla frontiera, separò genitori da figli minorenni, mandò l’esercito alla frontiera. L’Amministrazione Biden-Harris negli ultimi mesi del 2024, quando capì che Trump stava vincendo proprio su questo tema, sterzò in favore di una chiusura del confine col Messico (e ci riuscì, gli ingressi crollarono).