La vicenda della nuova tassa sulle assicurazioni sta entrando nel vivo della sua applicazione e dalle compagnie sono in arrivo ingenti flussi di bollo pregresso diretti verso l’erario.

È l’impatto delle nuove disposizioni normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2025, che modificano radicalmente le modalità di versamento dell’imposta di bollo sulle polizze vita finanziarie (unit-linked e le polizze ramo V).

Mentre sono esenti le somme investite sul ramo I (anche mediante multiramo). L’imposta (pari allo 0,2% annuo) non sarà più versata solo alla scadenza della polizza, ma in modo annuale già a partire dal 2025.

Questo cambiamento, che riguarda sia i nuovi contratti, sia quelli in essere al 31 dicembre 2024, comporta per le compagnie un onere stimato tra 1,8 e 2,5 miliardi di euro. Per lo stock esistente, la normativa prevede un piano di versamenti scaglionato del bollo pregresso non versato anno per anno dal 2012 al 2024: in diverse modalità: 50% nel 2025; 20% nel 2026; 20% nel 2027; 10% nel 2028.

Le stime