Se il caso del delitto di Garlasco, riaperto dopo 18 anni, porterà ad una nuova verità e all’assassino o agli assassini reali di Chiara Poggi ancora non è dato saperlo. Il clamore mediatico, però, potrebbe aver svelato nuove verità sul Santuario della Bozzola, sul quale aleggia un mistero di sadismo e pedofilia e che ancora non è chiaro se possa essere collegato o meno alla morte della studentessa 26enne nella villetta di Via Pascoli a Garlasco.

Ora, viene tirata in ballo addirittura la “cabala ebraica” che, scomponendo una frase da un brano dei Club Dogo del 2007 dall’ultimo post di Michele Bertani su Facebook, l’amico suicida di Andrea Sempio, e convertendola in ebraico porterebbe ad un’ammissione che sa di movente: “C’era una ragazza lì che sapeva”. Bertani, noto con il nick di “Mem He Shin” che richiamerebbe il Quinto nome di Dio proprio nella mistica ebraica, aveva pubblicato la frase: "La VeriTa Sta Nelle CoSe Che NeSSuno sa!! la Verità nessuno mai te la racconterà…". Ebbene, cancellando le lettere maiuscole e traducendole dall'ebraico, risulta questo: "a eria' ta elle oe he euno sa", tradotto in italiano: “C'era una ragazza lì che sapeva". Sapeva cosa? Come ricostruisce ilTempo, Bertani si è impiccato nel 2016, il suo profilo è rimasto bloccato da allora e Sempio è finito tra gli indagati per l’omicidio di Chiara. Intercettato in auto diceva dell’amico: “Da 0 a 18 anni tutte le cazzate le abbiamo fatte assieme, tutte le cose le abbiamo fatte assieme”. Discorso che richiama la frase trovata anche tra i diari di Sempio, ancora più inquietante: “Ho fatto cose così brutte che nessuno può neanche immaginare”. E, come se non bastasse, uno dei sogni della vita dell’indagato era proprio quello di cantare sul palco con i Club Dogo.