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A Berlino è tornato Adolf Hitler, reincarnatosi nel cancelliere Friedrich Merz che vuole dotare la Germania delle forze armate convenzionali più potenti d’Europa. È stato netto il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov nel replicare alle dichiarazioni di Merz sul riarmo tedesco. Un modo di pensare da «Germania di Hitler», che il cancelliere ha «interiorizzato, per genetica e istinto» secondo Lavrov. Affermazioni roboanti e provocatorie, rilasciate mentre Mosca bomb a r d a l’Ucraina con missili e droni. Secondo le previsioni di diversi servizi segreti occidentali, questo arsenale potrebbe riversarsi sul fianco est della Nato, con un attacco russo contro gli Stati baltici nel 2029.
La Nato si prepara con un massiccio piano di riarmo che prevede l’aumento delle spese militari degli Stati parte al 5 per cento del Pil, come richiesto dal presidente degli Usa Donald Trump.
Per la difesa aerea, le capacità dovranno sperimentare un balzo del «400 per cento», secondo quanto dichiarato ieri dal segretario generale della Nato Mark Rutte alla Chatham House di Londra. Il primo ministro olandese ha aggiunto: «In Ucraina, vediamo come la Russia diffonde il terrore dall’alto, pertanto rafforzeremo lo scudo che protegge i nostri cieli. Abbiamo bisogno di un salto quantico nella nostra difesa collettiva». Affermazioni che per il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, rivelano la «vera natura» della Nato, «strumento di aggressione».






