Toscana e Umbria si mettono insieme per non far mancare mai l’acqua ai rispettivi terreni agricoli. Le due Regioni hanno firmato l’accordo per la gestione e l’utilizzo condiviso delle risorse idriche del lago artificiale di Montedoglio, il più grande della Toscana, costruito per una portata di 168 milioni di metri cubi, ma ridotta nel 2010 a 135 milioni. L’intesa punta a realizzare un sistema di canalizzazioni che collegheranno il triangolo Montedoglio-lago Trasimeno-Valdichiana, favorendo l’utilizzo dell’acqua per uso agricolo nell’intero territorio e alleviando le difficoltà idriche del bacino nei momenti critici. Si tratta di volumi d’acqua pari a quasi 80 milioni di metri cubi all’anno.

«L’accordo – spiega Massimo Gargano, dg dell’Anbi - rappresenta l’attuazione di un progetto ambizioso, concepito tra gli anni 60 e 70. In tempo di cambiamenti climatici, senza sicurezza d’approvvigionamento idrico non si fa agricoltura neanche in questi territori, dove in realtà l’acqua non manca». A Montedoglio c’è l’invaso più importante dell’Italia centrale: «Qui - spiega Serena Stefani, presidente del Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno - ci sono aziende agricole dinamiche, strutturate, innovative, che generano economia, ma che hanno necessità di poter contare sulla risorsa idrica per produrre. Mancava però il cosiddetto ultimo miglio: i distretti irrigui, cioè le condotte necessarie per trasportare l’acqua dai bacini collinari fino ai campi».