Indebitamento incolpevole provocato da una «serie sfortunata di vicende lavorative» - tra licenziamenti e cadute reddituali improvvise - con gli esigui stipendi familiari (1.230 euro al mese complessivi) destinati interamente al sostentamento della giovane famiglia. Su questi presupposti il giudice del tribunale di Crotone, Emmanuele Agostini, ha “esdebitato” un nucleo familiare «incapiente» - padre, madre e due figli minorennni - inseguito da debiti consolidati per oltre 60mila euro. Il magistrato, validando la relazione dell’advisor legale, Paola Bellomo, ha accolto la procedura di «esdebitazione del sovraindebitato incapiente», una sorta di salvagente giudiziario che, una volta sola nella vita, può trarre d’impaccio chi si è trovato nei guai non per inavvedutezza - o peggio, per indole fraudolenta - ma per una serie sinistra di scherzi del destino.

Il caso

La vicenda riguardava un nucleo familiare dove il padre/marito, dopo una serie di lavoretti occasionali, era riuscito a ottenere un contratto di lavoro a tempo indeterminato in un supermercato locale. Attivati una serie di finanziamenti e poco dopo la nascita dei due figli, però, l’uomo era stato licenziato per fallimento della società, riuscendo a ottenere solo anni dopo un nuovo impiego da operaio per 930 euro al mese. Nel frattempo, la moglie era stata a sua volta licenziata da un call center e, solo dallo scorso dicembre, è di nuovo in grado di contribuire al sostentamento familiare, con i 300 euro di compensi da collaboratrice domestica.