Chi era presente li descrive «sereni e collaborativi». Ma si può facilmente immaginare il volto e lo stato d’animo dei genitori di Chiara Poggi. A 18 anni dal delitto lunedì mattina hanno dovuto aprire la porta di casa ad una decina di carabinieri attrezzati di droni e scanner. Per sette ore sono rimasti all’interno della villetta di via Pascoli, assediata di giornalisti e operatori come non si vedeva da tempo. Giuseppe e Rita Poggi a tratti hanno seguito il lavoro dei Ris e in alcuni momenti si sono appartanti. Ma è stata l’ennessima dura prova che hanno dovuto affrontare.
Garlasco, laser e droni nella villetta: oltre sette ore di rilievi con le nuove tecniche, 18 anni dopo l'omicidio di Chiara Poggi
L’ispezione del Ris per ricostruire la dinamica del delitto con una strumentazione più sofisticata rispetto al passato. Usata una nuova tecnica sulle gocce di sangue











