Milano, 9 giu. (askanews) – Sono 2.600 i marchi tra alimentari e non food, per un giro d’affari totale di 67 miliardi di euro e 100mila addetti. Un totale di 193 industrie aderenti, che contribuiscono a generare nella filiera del largo consumo 87 miliardi di valore condiviso, pari al 4,2% del pil. E’ questa la fotografia dell’Associazione italiana dell’industria di marca che si è presentata alla Borsa di Milano per celebrare i 60 anni di attività in occasione del convegno Valori della persona e Valore della marca – Risposte sostenibili alle istanze del presente.

Secondo le evidenze dell’ultima edizione dell’Indagine Congiunturale Centromarca – realizzata sulle industrie associate, in collaborazione con Ref Ricerche, nel mese di aprile 2025 – quest’anno il 55,4% delle aziende manterrà invariati gli investimenti e il 34,7% li rafforzerà. Dalla ricerca emerge che nel 2024, seppur in un contesto critico di mercato, il 55,7% delle industrie ha mantenuto gli impieghi in linea con gli anni precedenti e il 38,5% li ha aumentati. Tra i principali ambiti di destinazione delle risorse economiche si segnalano: impianti e macchinari (66,1% del campione), software (51,6%), altri impieghi immateriali (36,3%), attrezzature informatiche (31,5%), intelligenza artificiale e big data (25,8%). Per far fronte agli elevati costi dell’energia il 49,2% del campione ha migliorato l’efficienza e ridotto i consumi, il 44,9% ha investito in fonti rinnovabili, il 10,2% ha diversificato le fonti, l’8,5% ha modificato i processi produttivi.