Roma, 9 giu. (askanews) – Non dovrebbe riservare sorprese il rinnovo dei presidenti delle commissioni permanenti di Camera e Senato fissato per domani pomeriggio. Un appuntamento che arriva a quasi tre anni dall’avvio della legislatura, decisamente in ritardo rispetto al biennio richiesto dai regolamenti parlamentari. Mesi e settimane che sono serviti a far rientrare le posizioni in bilico di Federico Mollicone (Fdi), presidente della commissione Cultura di Montecitorio, e di Giuseppe Mangialavori (Fi), presidente della Bilancio sempre a Montecitorio.

Il primo vicino a Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera esponente della ‘minoranza’ di Fdi, protagonista lo scorso anno di uno screzio con Antonella Giuli, sorella del ministro della Cultura e componente dell’ufficio stampa della Camera. Il secondo, Mangiavalori, esponente di Forza Italia, nato a Merano ma eletto in Calabria, venne proposto nel 2022 da Silvio Berlusconi come sottosegretario allo Sviluppo economico. Incarico che non ottenne per il veto di Fdi legato a vecchie testimonianze di un collaboratore di giustizia che parlavano di presunti legami di Mangialavori con esponenti della ‘ndrangheta. Mai indagato, la presidenza della commissione Bilancio arrivò per lui come una compensazione. Anche Mangiavalori è esponente della minoranza di Fi ma, al di là di questo, nel mirino della stessa maggioranza è finito spesso il suo modo di condurre i lavori di una commissione importante come la Bilancio.