(di Igor Greganti) L'analisi delle macchie di sangue "utilizzate per ricostruire le modalità dell'omicidio", ha "evidenziato" che Chiara Poggi "venne colpita già all'ingresso" della villetta, "ai piedi della scala di accesso al piano superiore".
Fu "trascinata lungo il corridoio verso la porta a libro della cantina" e, poi, il corpo fu "gettato" giù "dalle scale". Così la Corte d'Assise d'appello nel processo di secondo grado bis che condannò nel dicembre 2014 Alberto Stasi a 16 anni con verdetto confermato dalla Cassazione, ha ricostruito la scena del crimine di Garlasco.
I giudici, nel processo che era stato riaperto dopo l'annullamento da parte della Suprema Corte delle due assoluzioni per l'ex bocconiano, stabilì che i periti dovevano di nuovo ricostruire il "luogo teatro dei fatti utilizzando le moderne tecniche geomatiche, estendendole ai primi gradini della scala che conduce alla cantina e posizionandovi le tracce di sangue presenti sul pavimento". E' "pacifico", scrissero i giudici, che Chiara quella mattina del 13 agosto 2007 "aprì fiduciosa il cancello e la porta di casa dopo averne disattivato l'allarme". Fece entrare una persona che "lei ben conosceva e aspettava, tanto da non preoccuparsi di accoglierlo in pigiama".








