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Grazie alle tecnologie più avanzate oggi a disposizione, si potrebbe mettere la parola fine ad alcuni dei misteri italiani o cold case rimasti irrisolti
Mettere la parola fine ai vecchi cold case. E restituire giustizia alle vittime di verità giudiziaria assenti o lacunose. Hanno fatto notevoli passi in avanti le tecnologie a disposizione oggi: ecco perché torna di attualità la proposta, avanzata dall'ex magistrato Guido Salvini, di una legge che preveda la "conservazione obbligatoria dei reperti relativi a stragi e omicidi (sia comuni sia di mafia e terrorismo) in "locali separati e casseforti". E per altro con modalità adeguate a impedirne il deterioramento.
Garlasco, in questi giorni, è un caso che sta facendo discutere: gli inquirenti sono alla ricerca di reperti ritrovati sulla scena del crimine nell'indagine dell'epoca, che però - è il sospetto - potrebbero essere andati distrutti, vista la condanna diventata nel frattempo definitiva ad Alberto Stasi, fidanzato della vittima Chiara Poggi. Un elemento ritenuto molto importante nella nuova indagine sul caso è, ad esempio, l'intonaco su cui era presente l'impronta papillare numero 33, attribuita al neo indagato per l'omicidio. Ma l'intonaco potrebbe essere stato distrutto, appunto per via del tempo trascorso.






