Los Angeles è in fiamme ma questa volta non per gli incendi estivi.
La metropoli della California è agitata da scontri tra la polizia e i manifestanti che protestano da tre giorni contro i raid delle autorità per l'immigrazione che hanno arrestato centinaia di persone nelle ultime settimane. La situazione nella città è stata resa ancor più delicata dall'invio da parte di Donald Trump di circa 2.000 soldati della Guardia Nazionale che sono già entrati in azione domenica pomeriggio lanciando gas lacrimogeni e proiettili di gomma contro i manifestanti.
"Los Angeles, un tempo grande città americana, è stata invasa e occupata da immigrati clandestini e criminali. Ora folle violente e insurrezioniste stanno attaccando i nostri agenti federali nel tentativo di fermare le operazioni di deportazione", ha attaccato su Truth il presidente annunciando di aver dato ordine "di intraprendere tutte le azioni necessarie per liberare Los Angeles dall'invasione migratoria e porre fine a queste rivolte". Il caos nella metropoli è cominciato venerdì pomeriggio quando una protesta contro l'arresto di 44 migranti è degenerata con la polizia che ha usato gas lacrimogeni e granate stordenti per disperdere i manifestanti ma è proseguito per tutto il weekend. Le immagini delle strade del centro di Los Angeles avvolte dal fumo, gli agenti in tenuta antisommossa e decine di persone che cercavano vie di fuga, ma anche di alcuni con il volto coperto da una mascherina che hanno dato fuoco ad un'auto, hanno fatto il giro del mondo rivelando il clima tesissimo che si respira in alcune parti degli Stati Uniti da quando Trump ha lanciato la sua campagna contro l'immigrazione illegale.













