La data di venerdì 13 giugno non è assolutamente casuale, in barba a qualsiasi superstizione. Chiude L'imbuto, riapre L'imbuto: Cristiano Tomei, il patron, teletrasporta il ristorante dal centro storico di Lucca alla campagna vicina, sulla via che porta alla Pieve di Santo Stefano. Meno di dieci minuti d'auto per una svolta importante. È una nuova scommessa, ma soprattutto una nuova casa: perché la dispensa «è la fuori, in campagna, una dimensione di cui avevo bisogno». E le sue mani lo sanno bene. Raccolgono asparagi selvatici come piccoli trofei, accarezzano pesci appena usciti dal mare, trasformano un cespo di cicoria in un dialogo tra terra e cielo. La cucina de L'imbuto da venerdì prossimo trova nuova sede a Vigna Ilaria, già mezzo secolo fa era un luogo di feste e merende lucchesi, tra pane spezzato sotto il sole e salumi garfagnini.

L'edificio venne poi ristrutturato nel 1985, diventando non solo un ristorante, ma anche una struttura dotata di camere, che torneranno disponibili anche con la gestione Tomei, ma a partire da dopo l'estate. Le sale del nuovo Imbuto conservano il calore delle travi antiche, ma respirano con un’anima contemporanea. Il caminetto scoppietta d’inverno, mentre d’estate il giardino si fa teatro di cene sotto le lucciole. Presto, anche le camere torneranno a vivere – con quel misto di rustico e charme che sa di lenzuola fresche e colazioni rustiche.