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L'attore sta emergendo con sempre più frequenza come attivista politico e non serve nemmeno specificare di quale schieramento

Dopo la polemica innescata sui contributi pubblici al cinema da parte di Elio Germano, l'attore è tornato a occuparsi di politica in occasione dell'anteprima della kermesse SalinaDocFest, che si è tenuta nel weekend a Messina. L'attore sembra essere entrato benissimo nei panni di Enrico Berlinguer, interpretato nel film "Berlinguer – La grande ambizione", tanto da fare quasi un elogio del comunismo, nell'ambito di un discorso politico teorico, nel corso del suo intervento.

"La parola politica viene da polis, comunità. Ma da allora a oggi abbiamo assistito a un'operazione scientifica di dissoluzione della nostra cultura collettiva. È subentrato l'individualismo, la competizione, la logica del profitto. Già con il Piano Marshall il nostro immaginario è stato invaso da western e modelli narrativi dove c'è un buono, un cattivo, una semplificazione che ha sostituito la complessità della nostra cultura", ha dichiarato l'attore, andando indietro nel tempo per individuare quella che per lui è stata una delle cause della "dissoluzione" della cultura collettiva italiana. Il Piano Marshall fu un vasto programma di aiuti economici promosso dagli Stati Uniti d'America per favorire la ricostruzione e il rilancio degli Stati europei devastati dalla Seconda Guerra Mondiale, che mise a disposizione circa 15 miliardi di dollari dell'epoca per la ricostruzione dell'Europa e gettò le fondamenta per quello che venne poi riconosciuto come il periodo "boom economico".