L’onda lunga dei 300mila scesi in piazza a Roma per Gaza torna anche in Liguria. Dopo la manifestazione che sabato scorso ha riunito sullo stesso palco forze politiche, associazioni e ong per chiedere la fine della violenza sui civili palestinesi da parte di esercito e coloni israeliani, buona parte delle sigle che hanno condiviso la mobilitazione si ritrova anche in un’altra iniziativa comune: l’invio di una richiesta ufficiale al governatore ligure Marco Bucci «a interrompere ogni forma di relazione istituzionale con i rappresentanti del governo israeliano e con tutti i soggetti direttamente legati che non siano apertamente motivati dalla volontà di porre fine al massacro in corso». Un invito a rivedere la bocciatura dell’ordine del giorno sulla stessa posizione presentato dalle opposizioni in Consiglio regionale, sostanzialmente, che lo stesso Bucci e le forze di centrodestra avevano deciso di non firmare.
«Ciascuno di noi è chiamato a fare quanto è nelle proprie possibilità, nel pieno rispetto delle leggi e delle competenze costituzionali, per contribuire a fermare le violenze in corso – si legge nella lettera delle associazioni, scritta da Officina della Pace, Assopace e Associazione Culturale Liguria Palestina e firmata (tra gli altri) da Emergency, Arci, Anpi, Sanitari per Gaza, Music For Peace, Defence for Children, GIT Banca Etica, Nuovi Profili, Rete No Bavaglio – Lei e la Sua giunta potete incidere più efficacemente nel processo di cessate il fuoco e per la salvezza di un’interapopolazione come stanno facendo altre regioni italiane, altri stati europei e aziende multinazionali».














