BOLOGNA – Le fake news sul fascismo sono una dimostrazione della crisi della nostra democrazia». Lo storico della mentalità Francesco Filippi studia da tempo il rapporto tra memoria e costruzione delle comunità. Il suo “Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo” è stato un bestseller, tradotto in molte lingue. Da poco ha pubblicato “Antifascista. Pensare, vivere, agire per la democrazia” (Piemme). Sarà ospite della Repubblica delle Idee, assieme a Benedetta Tobagi (moderati da Conchita Sannino), domenica 15 giugno alle 10 all’Arena del Sole nell’incontro “Fake news: cambiare la storia”.
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Il passato è dato. Da dove nascono le bufale?
«Dobbiamo innanzitutto capire quale rapporto abbiamo col passato. Sappiamo che esistono, sono esistiti, dei fatti che sono muti, nel senso che se non li interroghiamo non ci dicono nulla: sono fatti che stanno lì, a guardarci da lontano. Poi noi, studiandoli e facendo memoria, estraiamo da loro quello che ci interessa. Per esempio, penso alle guerre che abbiamo avuto: se queste sono state buone o cattive lo decidiamo noi perché il rapporto tra il passato e il presente è fluido. Da qui nascono le fake news: spesso noi facciamo dire al passato quello che vogliamo. Il mio caso specifico sul fascismo italiano di Mussolini è emblematico. Noi pensiamo molte cose del fascismo che non sono mai avvenute».






