Due giorni dopo l’esplosione erano già arrivati bonifici per cinquemila euro. Oltre a chi si era offerto di prestare gratuitamente abitazioni a chi era rimasto senza casa e a volte senza niente, a causa del terrificante scoppio che la settimana scorsa ha devastato un intero condominio di Bagnatica. In dieci giorni le offerte arrivate alle due parrocchie a al Comune hanno raggiunto i 75 mila euro. Una consistente parte del denaro andrà alla famiglia che viveva nell’abitazione esplosa. Piero Cabras e uno dei figli sono da parenti a Valtesse. Seguono a distanza la preparazione dell’appartamento che li ospiterà, nella mansarda della casa parrocchiale. I due sono seguiti da uno psicologo dell’Asst Bergamo Est ma hanno fatto sapere di non essere ancora nelle condizioni di tornare a Bagnatica. Forse lo faranno la settimana prossima, e vedranno per la prima volta lo scheletro di cemento che una volta era casa loro. Cabras non ha più nemmeno un lavoro: era elettricista con una sua impresa che aveva sede nell’abitazione che non esiste più. Il suo furgone era nel corsello interrato ed è stato danneggiato dai detriti (oltre a essere tuttora sotto sequestro). La moglie Lorenza Gandi si trova ancora nel reparto Grandi ustionati dell’ospedale di Niguarda: è stata svegliata dal coma farmacologico la scorsa settimana ma è ancora in osservazione. Con lei è ricoverato l’altro figlio con ustioni sul 70% del corpo. Aveva la temperatura basale molto bassa, è stato svegliato dal coma e poi di nuovo sedato con la temperatura nella norma.