Chiamiamola la mappa dell’evasione. Esplicitando le categorie più a rischio. Le professioni e i mestieri che presentano i voti peggiori in termini di affidabilità fiscale. I famigerati indici Isa, che testimoniano l’aderenza tra stili di vita e fatturato presunto o reale. Secondo i dati, appena pubblicati, dal Dipartimento Finanze del ministero del Tesoro possiamo tracciare un quadro, finanche, sociologico del Paese. Per capire chi paga o meno, evitando (o meno) di rompere il patto sociale che ci lega tutti, gli uni agli altri. Questi dati ci dono che i titolari di ristoranti e bar presentano redditi medi bassissimi: poco più di 15 mila euro. I locali più piccoli risultano in perdita: difficile capire perché restino aperti. C’è un divario rispetto alle attività con pagelle brillanti, che guadagnano circa 63 mila euro.
Chi evade di più: ristoratori, albergatori e farmacisti, le categorie che dichiarano 15mila euro all’anno di redditi
Ecco l’elenco delle categorie che presentano i voti peggiori in termini di affidabilità fiscale. I calcoli dei famigerati indici Isa, che testimoniano l’aderenza tra stili vita e fatturato presunto o reale delle partite Iva








