La postura degli Stati Uniti con la nuova amministrazione di Donald Trump è cambiata. Significa minore apertura, vedi la politica dei dazi e dei divieti alle aziende tecnologiche, come pure la dichiarata volontà di abdicare al ruolo di nazione leader nel quadrante europeo. È una grande occasione per l’Italia e per l’Europa. «L’Economist» settimana scorsa si chiedeva se la Ue, o meglio gli stati membri della Ue, si sentissero in una sorta di «momento Airbus». Quando cioè, negli anni Settanta, alcuni Paesi europei decisero di lanciare la sfida al colosso mondiale degli aerei Boeing. La risposta è probabilmente no. La chiusura espressa dal nostro Paese con l’esercizio dei poteri di Golden power sull’operazione che nei progetti di Unicredit avrebbe dovuto portare all’acquisizione di Banco Bpm ne è un esempio. E questo a prescindere dalla valenza industriale dell’operazione che avrebbe dovuto essere al centro del dibattito. A suo tempo anche la Francia si oppose all’acquisizione dei Cantieri navali francesi da parte di Fincantieri. Oggi chissà se farebbero lo stesso.