Giuliano Petrellese è l’uomo del gruppo Grimaldi negli Usa: “Impieghiamo 15 navi di linea che fanno regolarmente scalo nei porti americani. Abbiamo una media di quasi due navi al giorno, per oltre 700 viaggi all’anno”
New York – Giuliano Petrellese è l’uomo del gruppo Grimaldi negli Usa. Dal Grimaldi building, una palazzina moderna nel pieno New Jersey tra erba verde, case basse e ampi parchi, controlla il mercato Usa per l’armatore italiano. Il momento è cruciale, perché mentre incontriamo lo shipping che vive e lavora sulla costa Est degli States, la politica estera e commerciale del presidente Trump continua a generare incertezza.
Cominciamo con i risultati ottenuti finora nel 2025 e con le prospettive per quest’anno
«Il gruppo Grimaldi impiega attualmente 15 navi di linea che fanno regolarmente scalo nei porti americani. Abbiamo una media di quasi due navi al giorno, per oltre 700 viaggi all’anno. Nel dettaglio, abbiamo la Atlantic Container Line (Acl, ndr) che utilizza 5 navi di linea per collegare la costa Est degli Stati Uniti con il Nord Europa su base settimanale, e la Grimaldi Deep Sea Line che impiega 10 navi di linea: 5 servizi sono focalizzati sull’export dagli Stati Uniti verso l’Africa Occidentale - principalmente auto usate e container - e 5 servizi sono impostati principalmente sull’importazione dal Mediterraneo di merci e container, comprese auto e Project Cargo. I risultati ad aprile sono soddisfacenti e, in un contesto di incertezza globale come quello attuale, rappresentano un segno di forza, stabilità e solidità per il gruppo Grimaldi. Tuttavia, le previsioni a breve e medio termine restano molto incerte, poiché sono legate direttamente agli sviluppi delle discussioni sui dazi, soprattutto tra Stati Uniti e Unione Europea, alla possibilità di contenere l’inflazione americana e, soprattutto, alla speranza di una soluzione pacifica e duratura del conflitto in Ucraina. L’incertezza è davvero la parola chiave».







