Hanno sparato all'aspirante futuro presidente della Colombia Miguel Uribe, astro nascente trentanovenne della nuova destra educata ad Harvard ma con alle spalle una ricca eredità politica familiare. E sul Paese sudamericano è tornato a volteggiare il fantasma della violenza politica, all'inizio di una lunga campagna presidenziale, come avveniva nei sanguinosi anni Novanta. Due colpi di pistola alla testa, durante un comizio nei sobborghi di Bogotà, sparati da un ragazzino di quindici anni. Così colpivano anche i sicari di Pablo Escobar, il «re» dei narcos.
Colombia, perché hanno sparato al candidato alla presidenza Miguel Uribe?
Figlio di una giornalista rapita e uccisa da Pablo Escobar, nipote di uno degli ex presidenti più discussi del Paese, il senatore è tra i più strenui avversari del presidente Petro. Ma ha nemici anche nel suo partito di destra











