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Il numero riservato per gli avvisi urgenti ai cittadini sarebbe stato utilizzato per uno spot referendario
Chiamate d’emergenza usate politicamente per spingere il referendum sulla cittadinanza e quelli sul lavoro. Ecco l’ultima trovata a Cascina, in provincia di Pisa, dove il numero riservato per le comunicazioni di emergenza sarebbe stato utilizzato per uno spot referendario. Il motivo è presto detto: spingere i cittadini a recarsi alle urne oggi e domani e invitare a mettere 5 sì. Un’idea che non ha nulla a che vedere con il normale dibattito democratico e, soprattutto, che non ha convinto i cittadini.
La prima a denunciare quello che non ha paura a definire un abuso è stata Chiara Cini, capogruppo di Fratelli d’Italia nel consiglio comunale. Secondo Cini questa iniziativa non solo ha “compromesso la neutralità delle istituzioni e il diritto dei cittadini alla libertà di scelta, incluso quello di astenersi dal voto, riconosciuto come posizione legittima e costituzionalmente protetta”. Ma, come se non bastasse, un canale utilizzato per le emergenze si è trasformato nel più becero degli strumenti politici ed ideologici. Intanto Fratelli d’Italia, come riporta ilSecolo d'Italia, ha reagito depositando un esposto ai Carabinieri di Navacchio, chiedendo di indagare su possibili violazioni della normativa sulla protezione dei dati personali e sull’uso improprio dei canali istituzionali. Ma non solo. La capogruppo del partito della premier ha annunciato anche un’interrogazione al Comune per fare luce su una vicenda che farà discutere nelle prossime ore.







