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8 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 9:01

Non è tutto oro ciò che luccica. Neanche sotto il sole scintillante della Premier League. Perché il campionato più opulento e seguito del Vecchio Continente sta cominciando a evidenziare qualche criticità. Sotto diversi punti di vista. La questione non è solo strettamente sportiva, ma anche gestionale. Mantenere in piedi un campionato in grado di bruciare tre miliardi di euro sull’altare del calciomercato in una sola estate non è semplicissimo. E più di qualche club rischia di trovarsi in difficoltà. La cronaca degli ultimi giorni è piuttosto ricca di situazioni tra lo spinoso e l’imbarazzante. Il panorama è variegato.

C’è chi, come il Manchester United, deve raccogliere i cocci di una stagione fallimentare (culminata con un quindicesimo posto in campionato e la sconfitta in finale di Europa League contro il Tottenham) e chi, come il Liverpool, sta pensando a come racimolare poco meno di 150 milioni di euro per strappare Florian Wirtz al Bayer Leverkusen. Ma è nella terra di mezzo che qualcuno inizia ad arrancare. L’Aston Villa (214 milioni spesi in estate per ritrovarsi in Europa League) ha infranto i limiti del fair play finanziario e riceverà una multa da parte della Uefa. Proprio come il Chelsea, fresco vincitore della Conference League dopo un’iniezione di talento costata 281 milioni di euro.