«La scelta del 10 giugno vuole la continuità ideale tra i barchini Mas della Prima guerra mondiale e i droni di ultima generazione nel conflitto russo-ucraino», dice l’ammiraglio Enrico Credendino per spiegare la giornata della Marina militare, che quest’anno coincide anche con la conclusione del tour mondiale della nave scuola Amerigo Vespucci a Genova. «Oggi non possiamo prescindere dalle innovazioni belliche che osserviamo nelle battaglie dell’Ucraina. E vogliamo sottolinearlo ricordando che il 10 giugno 1918 le motosiluranti italiane furono le armi all’avanguardia in grado di affondare la corazzata Santo Stefano, l’ammiraglia austriaca», racconta, insistendo sulla volontà di armonizzare tradizione e rinnovamento. Nato 62 anni fa, Credendino entrò diciottenne all’Accademia navale di Livorno e dal novembre 2021 è capo di stato maggiore della Marina.
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