di
Rinaldo Frignani
Il responsabile delle missioni militari internazionali italiane, anche quella nel Mar Rosso: «Siamo presenti nell'area dodici mesi l'anno, adesso con la fregata Bergamini. Pronti a difenderci da ogni attacco»
«Secondo alcune fonti gli Houthi avrebbero rivendicato attacchi contro l’Arabia Saudita, e al momento l’Italia non rappresenta il principale obiettivo delle loro minacce. Tuttavia, ciò che conta è l’impatto che tali azioni possono avere sul traffico commerciale internazionale e sulla libertà di navigazione nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb. È questo il profilo che può incidere direttamente sugli interessi nazionali italiani, a partire dalla sicurezza degli approvvigionamenti e delle nostre rotte commerciali». Per questo motivo l’attenzione della missione navale europea Aspides nel mar Rosso rimane alta, come spiega il generale di divisione Nicola Piasente, responsabile nell’ambito del Comando operativo di vertice interforze della pianificazione operativa del Covi — dunque anche della parte italiana della stessa Aspides — nel predisporre opzioni con le quali la Difesa supporta la politica di sicurezza del governo e del Parlamento.
Generale, cambieranno gli obiettivi di Aspides?«La missione, nata per difendere la libertà di navigazione in seguito alle tensioni regionali dopo i fatti del 7 ottobre 2023 in Israele, continuerà ad avere una postura difensiva anche se tutti i nostri sensori sulla regione sono attivati ai massimi livelli. Aspides deve garantire il flusso commerciale marittimo di materie prime ed energetiche verso l’Italia e l’Europa. Un elemento fondamentale proprio per la nostra economia».















