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Venerdì gli agenti dell’ICE, l’agenzia federale statunitense responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione, hanno compiuto almeno tre operazioni in diversi luoghi di Los Angeles per trovare e arrestare presunti migranti irregolari. Queste sono state seguite da proteste e violenti scontri tra attivisti e forze dell’ordine in tenuta antisommossa, che sono proseguiti fino alla sera.
L’amministrazione Trump sta adottando un approccio duro e repressivo nei confronti dell’immigrazione, sia legale che illegale. Tra le altre cose Stephen Miller, il vice-capo di gabinetto della Casa Bianca, ha detto che l’ICE dovrebbe arrestare almeno 3mila persone al giorno. In alcuni casi gli agenti fanno perquisizioni senza preavviso nei posti di lavoro dove ritengono ci siano persone immigrate irregolari, con l’obiettivo di coglierle di sorpresa (come successo venerdì a Los Angeles). È una pratica che Trump usò spesso anche durante il suo primo mandato (2017-2021), e che sta incoraggiando anche ora.
Scontro tra un manifestante e un agente durante una protesta a Los Angeles il 6 giugno 2025 (AP Photo/Jae C. Hong)
Le operazioni dell’ICE sono cominciate verso le 9 in un negozio di abbigliamento all’ingrosso nel Fashion District, vicino al municipio della città. Gli agenti hanno arrestato alcuni lavoratori, accusandoli di essere immigrati irregolari e quindi di non poter risiedere negli Stati Uniti. Omar Diaz, che era presente nell’edificio, ha raccontato al New York Times che gli agenti sono entrati e hanno fatto disporre i circa 20 0 30 lavoratori lungo il muro, poi li hanno interrogati uno per uno. Diaz è stato trattenuto per circa un’ora e poi rilasciato.














