Il silenzio elettorale, previsto dalla legge il giorno prima delle urne, non riesce a frenare la violazione da entrambe gli schieramenti, con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio che, per primo, esterna la propria intenzione di astenersi sui cinque referendum, seguito dai leader del centrosinistra che, dal palco di Piazza San Giovanni a favore della Palestina, esortano la folla ad andare a votare.

La parola passa ora ai 51.303.216 elettori, di cui 5.302.299 all'estero.

E toccherà a loro decidere il da farsi.

Ad aprire il fronte delle polemiche è la capogruppo della Lega in Consiglio regionale della Toscana, Elena Meini, che critica l'invito a recarsi alle urne che sarebbe stato fatto durante il notiziario meteo sul canale istituzionale YouTube del Lamma, consorzio pubblico partecipato dalla Regione Toscana.

Ipotizzando che si sia trattato di "un abuso". Ma dopo pochi minuti arriva dal centrodestra la dichiarazione del ministro Guardasigilli Carlo Nordio: "Non andrò a votare. E' un diritto costituzionale che non esprime un disinteresse verso l'istituzione, ma, al contrario, esprime un'intenzione politica molto netta di evitare che queste leggi vengano cambiate", dice a margine di un'iniziativa a Venezia.