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Kilmar Abrego Garcia, l’uomo 29enne espulso per errore dagli Stati Uniti lo scorso 15 marzo e rinchiuso per mesi in un carcere di massima sicurezza a El Salvador, è stato riportato negli Stati Uniti. L’amministrazione Trump l’ha accusato di traffico di persone migranti prive di documenti, e sarà sottoposto a un processo penale. I suoi avvocati hanno detto di ritenere infondate le accuse.

Negli ultimi mesi Abrego Garcia è diventato una sorta di simbolo dell’approccio duro adottato da Trump sull’immigrazione. Era stato arrestato e mandato a El Salvador nonostante avesse un regolare permesso di soggiorno, e senza che ci fossero accuse solide contro di lui. Il suo caso era arrivato fino alla Corte Suprema, che aveva chiesto al governo di riportarlo indietro. Nonostante questo, a lungo l’amministrazione non ha fatto nulla per rimediare al suo errore, dicendo di non avere modo di riportarlo negli Stati Uniti. Il suo rientro smentisce questa tesi.

La procuratrice generale statunitense Pam Bondi ha detto in una conferenza stampa che il presidente salvadoregno Nayib Bukele, molto vicino a Trump, ha accettato di far tornare Abrego Garcia negli Stati Uniti dopo che i funzionari statunitensi hanno presentato al suo governo un mandato d’arresto. L’atto di accusa è stato depositato alla corte federale del Tennessee il 21 maggio, oltre due mesi dopo che Abrego Garcia era stato espulso.