Kilmar Abrego Garcia, l'uomo del Maryland la cui espulsione erronea in El Salvador si è trasformata in una lunga battaglia legale, è stato rimpatriato negli Stati Uniti per affrontare in Tennessee l'accusa di traffico di esseri umani. L'annuncio è stato dato dal Procuratore Generale Pam Bondi. L'atto d'accusa, composto da due capi d'imputazione e depositato da un tribunale del Tennessee il mese scorso, sostiene che Abrego Garcia abbia partecipato a una associazione a delinquere per far entrare negli Stati Uniti membri della gang MS-13. Un giudice federale e la Corte Suprema degli Stati Uniti avevano ordinato tempo fa al governo federale di facilitare il suo rimpatrio negli Stati Uniti, ma l'amministrazione ha tergiversato e resistito finché ha potuto, insistendo, ad esempio, sul fatto che il rimpatrio di Abrego Garcia dipendesse dal presidente di El Salvador, Nayib Bukele, che si rifiutava di restituirlo. Abrego Garcia era stato accusato di essere membro della gang salvadoregna MS-13 e per questo espulso, nonostante un'ordinanza del impedisse di rimpatriarlo. Il 15 marzo, tra i deportati in virtù dell'Alien Enemies Act, Garcia era stato deportato in quanto membro di una gang e «invasore» degli Stati Uniti.