La scritte «Israele terrorista, con la Palestina fino alla vittoria» sulle mura del Teatro Parenti di Milano, dove ieri sera Renzi e Calenda hanno condotto la manifestazione né con Hamas né con Netanyhau (nè, per quanto riguarda la piazza, con il Pd, i contiani e i rosso-verdi oggi in scena a Roma), non sono di buon auspicio. C’è preoccupazione negli organizzatori della manifestazione Pro Palestina, che arriverà a metà pomeriggio a Piazza San Giovanni in Laterano, per eventuali infiltrazioni filo-Hamas e per la possibilità che vengano bruciate le bandiere israeliane in mezzo alla folla plaudente.
Sì, saranno 50mila e anche di più i dem, gli stellati e i militanti del duo Fratoianni-Bonelli che oggi sfileranno per Gaza e si spera non accada niente di male, ma l’apprensione della vigilia è stata tanta. «Il servizio d’ordine! Ma ce l’abbiamo ancora un servizio d’ordine?». Ieri nel Pd è stata una giornata così. La Fiom un servizio d’ordine di colossi alti due metri, lavoratori metallurgici piuttosto energici, ce l’ha. Ma questa non è una piazza sindacale, anzi dalle parti della Cgil - che pure è filo-palestinese più di tutti - viene vissuta non benissimo perché sta oscurando, più che lanciarle la volata, la consultazione referendaria di domani e lunedì contro il Jobs Act. E comunque, quando ieri i Giovani Palestinesi residenti in Italia hanno annunciato che se ne infischiano della manifestazione romana - considerandola poco combat - si è tirato un sospiro di sollievo al Nazareno.












