Gli investitori che già erano azionisti «continueranno ad esserlo e alcuni di loro incrementeranno la propria posizione, alcuni che non erano dentro hanno acquisito i diritti per poter entrare». Paolo Gallo, amministratore delegato d Italgas è appena sbarcato a Roma dopo cinque giorni di tour intercontinentale e di incontri con gli investitori tra Londra, New York, Chicago e Boston, in cui ha presentato l’operazione di aumento di capitale da 1,02 miliardi parte del meccanismo sul quale è stata costruita l’acquisizione di 2i Rete Gas che porterà alla nascita di un campione europeo della distribuzione del gas. «C’è un grandissimo interesse», commenta il top manager, di recente confermato per il quarto mandato alla guida della società. A colloquio con Il Messaggero spiega: «l’aumento di capitale rende liquida la nostra azienda, permettendo agli investitori di avere un titolo sul quale costruire una posizione importante nel giro di poco tempo». L’aumento di capitale è partito il 2 giugno e andrà avanti fino al 19 giugno. I diritti d’opzione saranno negoziabili in borsa entro il 13, nei seigiorni successivi ci saranno i versamenti.
I nomi di chi ha già acquistato diritti sono coperti dalla riservatezza, ma alcuni grandi investitori hanno già reso pubblico il proprio giudizio positivo sull’operazione. L’azionista di controllo Cdp Reti per primo. Dal 23 al 24 giugno si procederà con l’asta per i diritti inoptati e il 25 ci sarà la chiusura. Gli incontri fisici e virtuali partiti dalla capitale britannica e proseguiti con due team, uno verso gli Stati Uniti, l’altro a Parigi, Francoforte e Milano, sono serviti a presentare i razionali dell’operazione, le sinergie che potrà generare -industriali, tecnologiche e di utilizzo dell’intelligenza artificiale- e a spiegare le richieste dell’Antitrust da mettere in campo per garantire la concorrenza nel settore. Proprio ieri Italgas ha avviato le attività di dismissione chieste dal Garante pubblicando l’avviso per le manifestazioni di interesse. «Si tratta di una operazione di dismissione non semplice, vediamo 35 attività all’interno degli ambiti di distribuzione del gas, in tutta la penisola», sottolinea Gallo, «Secondo le tempistiche dettate dall’Antitrust il processo si concluderà entro ottobre. Il closing dell’operazione dovrebbe arrivare nelle prime settimane del 2026». Quanto alla struttura dell’acquisizione di 2i Rete Gas e all’aumento di capitale, Gallo sottolinea che le ragioni sono nella volontà di garantire «un buon bilanciamento tra la richiesta di capitale agli azionisti e l’uso del debito, con l’obiettivo di conservare il merito di rating». Nell’operazione da 5,3 miliardi Italgas «si è ovviamente fatta carico del debito di 2i Rete Gas. Si tratta di bond per circa 3,23 miliardi», sottolinea Gallo, «i restanti 2 miliardi o poco più sono stati finanziati con l’emissione lo scorso febbraio di due bond per 500 milioni l’uno e con un finanziamento ponte di un miliardo concesso dalle banche che sarà ripagato non appena l’aumento di capitale sarà completato». Sullo sfondo c’è una tecnicalità dei settori regolati, ossia il rapporto tra debito e la Rab. «Con questa acquisizione saliremo oltre il 65%. Ma secondo il nostro business plan rientreremo entro questo limite nel 2028, così come dal piano strategico condiviso con le agenzie di rating - Moody’s, Fitch - che hanno confermato il nostro merito di credito», aggiunge Gallo.







