Roma, 7 giu. (askanews) – Urne aperte da domani mattina alle 7 sino alle 23 e lunedì dalle ore 7 alle 15. La parola sui referendum, dopo settimane di scontro politico, passa agli elettori. Il voto referendario coincide, dove ci sono, con i ballottaggi delle elezioni amministrative.
I quesiti riguardano ambiti importanti della vita sociale e civile: la disciplina dei licenziamenti illegittimi (scheda verde chiaro), norme sui licenziamenti e relative indennità nelle piccole imprese (arancione), contratti a termine (grigia), sicurezza negli appalti (rosso rubino) e, infine, il quesito sui requisiti per ottenere la cittadinanza (gialla).
L’elettore, ricorda il Viminale, potrà esprimere il proprio voto tracciando un segno sul “Si” o sul “No”, accanto al quesito riportato sulla scheda. Chi vota sì chiede di abrogare la norma, chi vota no chiede di mantenerla. Cruciale è il quorum (del 50 per cento più uno degli aventi dirittto) senza il raggiungimento del quale l’esito sarà comunque negativo.
IL PRIMO QUESITO, punta all’abrogazione della norma del jobs act, varato dal governo Renzi, che ha limitato, nelle imprese con più di 15 dipendenti, il diritto al reintegro per i lavoratori licenziati senza giusta causa. Si reintroduce la possibilità di tornare al proprio posto di lavoro oltre alla previsione del risarcimento.












