«Buongiorno Simone, tutto bene? Come va in Nepal? Sei pronto per l’intervista?». La linea è poco chiara, si ode un forte rumore di sottofondo, interferenze. «Ora no, sto volando in elicottero per un soccorso al secondo campo dell’Everest, devo chiudere». Perfettamente in tono col personaggio. Meno di ventiquattro ore dopo Simone Moro risponde al telefono da Lukla: quasi 3.000 metri d’altezza, un aeroporto, il villaggio di partenza per la salita al campo base dell’Everest.
Simone Moro: «Uno sherpa mi aggredì a picconate, poteva uccidermi, tempo dopo ci abbracciammo. Per scalare un ottomila i turisti spendono fino a 150.000 euro»
In "Gli Ottomila al chiodo", il grande scalatore si scaglia contro le spedizioni commerciali «con persone che pagano, ma non sanno nulla di montagna». «L’avventura sono le cime di 6-7 mila ancora da scoprire»







