«Buongiorno Simone, tutto bene? Come va in Nepal? Sei pronto per l’intervista?». La linea è poco chiara, si ode un forte rumore di sottofondo, interferenze. «Ora no, sto volando in elicottero per un soccorso al secondo campo dell’Everest, devo chiudere». Perfettamente in tono col personaggio. Meno di ventiquattro ore dopo Simone Moro risponde al telefono da Lukla: quasi 3.000 metri d’altezza, un aeroporto, il villaggio di partenza per la salita al campo base dell’Everest.