«Tutte le famiglie felici si assomigliano». Quella di Simone Moro, il grande alpinista, è felice a modo suo e smentisce l’incipit di «Anna Karenina» del grande Tolstoj. «Passerò lontano anche il prossimo Natale, sarà la mia 22esima spedizione invernale. La famiglia sa. Vado per realizzare un sogno, ciò mi rende anche un padre e un compagno felice». In attesa di sfidare il Manaslu, l’8mila himalayano che «mi ha già respinto parecchie volte», Moro riflette sullo stato delle cose del suo mondo, così cambiato «nell’ultimo terzo di secolo, da quando ho cominciato a frequentarlo». Il pensiero confluisce nelle 200 pagine — più foto, a fondamentale corredo — di «Gli ottomila al chiodo», titolo bellissimo a duplice lettura. Il libro, edito Rizzoli, coniuga avventura e messaggio sociale.
Simone Moro e i monti pieni di turisti: «L'Himalaya era solo per i più forti, oggi è come una vacanza. In troppi si improvvisano alpinisti»
Il rapporto tra montagne e turismo di massa nel suo ultimo libro, edito da Rizzoli: «Gli ottomila al chiodo». E in inverno ritenterà la salita al Manaslu








