Caricamento player

Nel comunicato in cui chiede di revocare i visti di ingresso negli Stati Uniti agli studenti stranieri, l’amministrazione di Donald Trump ha definito l’Università di Harvard una «scuola di partito» per i membri del Partito Comunista Cinese. Di fatto, Trump ha accusato l’università di connivenza con il Partito Comunista, di aver contribuito a formare migliaia di funzionari cinesi e di aver ricevuto centinaia di milioni di dollari dalla Cina.

Messa così, sembra che la prestigiosa Università di Harvard abbia avuto un rapporto di complicità con il Partito Comunista Cinese, e che abbia contribuito alla formazione della sua classe dirigente a discapito degli interessi nazionali degli Stati Uniti. Le cose stanno diversamente: è vero che il rapporto tra Harvard e la Cina è molto stretto da decenni, ma lo è soprattutto per ragioni economiche e di prestigio dell’università, e non di vicinanza politica. Inoltre questo stretto rapporto era visto con favore dalla politica statunitense fino a che, circa un decennio fa, la competizione con la Cina ha cominciato a farsi più serrata.

La revoca dei visti per gli studenti stranieri è la più recente mossa dell’amministrazione contro Harvard, con cui Trump è in lotta ormai da settimane; l’università ha fatto ricorso, e un giudice ha bloccato temporaneamente la misura. Gli argomenti anti cinesi usati da Trump nel suo comunicato sono interessanti anche perché sembrano ripresi da un articolo uscito sul Wall Street Journal pochi giorni fa, in cui si definiva Harvard come appunto una «scuola di partito» per i funzionari cinesi.