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Alla procura di Pavia mancherebbero alcuni reperti chiave per la nuova indagine: ecco perché potrebbero essere stati distrutti
Il caso di Garlasco infiamma le cronache da settimane nella probabilità che la nuova inchiesta della procura di Pavia con a capo Fabio Napoleone possa restituire verità finora inesplorate. Sono per ora solo ipotesi, ma la presenza di un nuovo indagato per omicidio in concorso, Andrea Sempio, suggerisce che potrebbe esserci qualcosa di nuovo. Servono tuttavia prove granitiche per rivedere un processo con una sentenza di condanna a carico di Alberto Stasi passata in giudicato. E per cercare queste eventuali prove occorrono i reperti della scena del delitto, che pare non ci siano più. Proprio perché si è arrivati a una condanna definitiva, come da prassi, i reperti potrebbero essere stati distrutti, anche quelli più importanti come l'intonaco con l'ormai nota "impronta 33" che sarebbe proprio di Sempio e il Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi.






