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Montecatini (Pistoia), 7 giugno 2025 – “Mi piacerebbe sapere chi è che brucia la plastica a quest’ora...”. Quando ha realizzato che a essere stata data alle fiamme era la valigia che conteneva la testa di Denisa Paun, è rimasta senza parole. A scrivere quella frase sui social, la notte tra il 17 e il 18 maggio, una donna di Monsummano residente a Bizzarrino, a poca distanza dalla casa degli orrori, dove Vasile Frumuzache abitava con la sua famiglia e dove avrebbe bruciato la testa della donna uccisa a Prato due giorni prima.
Da un orrore all’altro, il ritrovamento dei resti di Ana Maria nei pressi dello stesso casolare: un mucchietto d’ossa intrise di fango e coperte dalle sterpaglie nella boscaglia di via di Riaffrico, Montecatini Alto. La sua scomparsa era stata denunciata il primo agosto 2024 da sua cugina, che era preoccupata perché non riusciva a mettersi in contatto con lei da alcuni giorni, dal 28 luglio. E le ricerche erano state mente attivate. Furono allertati anche i pronto soccorso della zona. Sparita senza lasciare traccia. Ma la famiglia non si sarebbe mai arresa. Ana Maria Andrei viveva in una casa nella zona sud ovest di Montecatini, non distante dai giardini di via Dalla Chiesa.















