Cinque schede del referendum, dal lavoro alla cittadinanza (134mila stranieri da tempo a Roma confidano nel Sì), e sei battaglie politiche. La prima, scatenata dalla diatriba tra centrodestra che invita tutti ad «andare al mare» e centrosinistra che denuncia la gravità della spinta al non voto da parte dei vertici istituzionali, si gioca sul campo dell’affluenza alle urne tra domani (dalle 7 alle 23) e lunedì (7-15). A Roma, in effetti, la tornata referendaria non ha sempre riscosso grande partecipazione. L’ultimo — il 12 giugno del 2022: cinque schede su norme giudiziarie come la separazione della funzione dei magistrati — vide passare dalle urne circa 280 mila romani, ovvero appena il 13,6% degli oltre due milioni di aventi diritto. Andò meglio per il quesito sulla riduzione del numero dei parlamentari, il 10 settembre 2020, con una partecipazione decisamente più cospicua, circa 916 mila votanti (44,2%) per una vittoria schiacciante del sì (quasi 70%) in un referendum senza il quorum del 50% più uno.
Referendum, la scommessa romana sull'affluenza: ecco tutti i quesiti. Nella Capitale 134 mila stranieri tifano per il sì
Nelle precedenti chiamate alle urne i cittadini hanno risposto con una scarsa partecipazione. Percentuale di votanti alta quando non era previsto quorum











