Roma. Ministro Urso, le ultime stime dicono che l’Italia quest’anno crescerà dello 0, 6 per cento, un quarto della Spagna. Ci può provare a spiegare il perché?
«È semplice: la Spagna può contare su un mix energetico che dispone anche del nucleare, e dunque ha il prezzo dell’energia più basso d’Europa. Il paradosso è che la produzione nucleare spagnola è assicurata da Endesa, azienda di Enel che può agire all’estero ma non in Italia, come effetto del referendum del 1987. Malgrado questo svantaggio, l’Italia nel 2025 avrà una crescita superiore alla Germania e in linea con la Francia, che ha anch’essa il vantaggio del nucleare, peraltro prodotta ai nostri confini. Ciò detto: tutti i nostri indicatori sono positivi. I conti pubblici sono meglio del previsto e le agenzie di rating migliorano le prospettive per il Paese. Ora però c’è da evitare le ripercussioni negative delle misure daziarie e agire per scongiurare la guerra commerciale».
Dazi, vertice Usa-Cina a Londra. La crescita italiana frena: +0,6%
Ai dazi ci arriviamo, rimaniamo un attimo sul nucleare. Dunque a suo avviso la strada per aumentare il potenziale della crescita è questo?
«Occorre guardare al futuro su almeno tre fronti. Uno: l’energia, che è a fondamento di ogni competitività. Due: le materie prime critiche, che servono alla tecnologia green e digitale, e per le quali occorre garantire l’autonomia strategica europea. Tre: l’intelligenza artificiale e i data center. Sul nucleare di nuova generazione abbiamo presentato in Parlamento il disegno di legge per autorizzare la produzione nel nostro Paese ed è nata Nuclitalia, la startup a guida Enel, con Ansaldo Nucleare e Leonardo, che studierà nuove soluzioni tecnologiche adatte al mercato italiano».






