Accordo sul potenziamento della capacità di difesa, intesa ancora da definire sui target di spesa e sui tempi per centrarli. Questo l’esito della riunione dei ministri della Difesa della Nato che si è tenuto ieri a Bruxelles, a tre settimane dal vertice tra i leader in programma all’Aja il 24 e il 25 giugno. In questo contesto, il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha annunciato che, per far fronte alle nuove necessità, l’esercito tedesco avrà bisogno di ’«altri 50-60mila soldati’» nei prossimi anni.
A sintetizzare le conclusioni del vertice, in conferenza stampa, il segretario generale Mark Rutte. «Abbiamo concordato obiettivi di capacità, validi per ogni Paese», ha detto, e «non voglio entrare nei dettagli» del piano d’investimenti con il target di spesa per la difesa fissato al 5%, che sarà presentato al vertice dell’Aja: «gli alleati discuteranno sui dettagli, ad esempio sulla data» entro la quale raggiungere gli obiettivi, «ma il sostegno» a rafforzare l’impegno è «forte».
I cosiddetti “obiettivi di capacità” sono liste classificate di armi e personale con cui ogni Stato membro deve contribuire ai piani di difesa dell’Alleanza. Sottolineando la natura segreta di questi obiettivi, Rutte ha fornito solo indicazioni generali delle lacune che la Nato cerca di colmare. «Dobbiamo investire nei nostri sistemi di difesa aerea, nei nostri missili a lungo raggio, nelle nostre unità militari terresti, nei sistemi di comando e controllo”», ha detto Rutte, aggiungendo che tutto ciò richiede enormi investimenti.












