Forse – e il forse è d’obbligo a proposito di una intricata vicenda che va avanti da oltre 30 anni – siamo a un punto di svolta sull’annosa questione delle multe sulle quote latte. Probabilmente, solo i boomers hanno memoria di cosa si tratta, mentre le generazioni più recenti non ne hanno neanche sentito parlare, ma c’è stata una vicenda che ha creato grandi tensioni in Italia sul finire del secolo scorso con manifestazioni di piazza culminate in sconti e lanci di letame contro le forze di polizia.
È la vicenda delle quote latte ovvero il sistema di contingentamento della produzione di latte nella Ue introdotto da Bruxelles a partire dal 1984 per tenere sotto controllo la produzione di latte in Europa e quindi i prezzi. Un meccanismo che prevedeva quote di produzione assegnate prima a ogni stato membro e poi a cascata a ogni singolo allevamento il cui superamento esponeva lo “splafonatore” (termine coniato per chi non rispettava il limite assegnato) a una multa.
In realtà alla prova dei fatti furono in tanti in Italia e in Europa a non rispettare le quote assegnate e ne derivarono un monte significativo di multe e sanzioni e di contenziosi giunti ormai fino a noi nonostante il sistema delle quote latte in Europa sia stato poi abolito nel marzo del 2015.






