CONEGLIANO - «Papà sei sempre nei nostri pensieri. Maria Teresa, Gianfranco, Enrico, Sara e Renzo Zoppas», hanno scritto su questo giornale i figli di Luigi, detto Gino, per dare notizia della messa celebrata il 23 maggio scorso per il 55esimo anniversario dalla morte del fondatore dell’azienda di cucine ed elettrodomestici, che ha cambiato i destini sociali ed economici di Conegliano. Un appuntamento a cui hanno partecipato solo gli intimi, a conferma di un rapporto difficile tra la città e la nota dinastia di imprenditori oggi alla guida di acque minerali San Benedetto, Sipa, Irca, per citare le più famose.

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A prendere la parola è Maria Teresa, la primogenita, appena tornata dall’inaugurazione di un nuovo stabilimento produttivo a Jiaxing in Cina in cui lavorano 1600 operai e alla quale erano presenti l’ambasciatore Massimo Ambrosetti e Gianfranco presidente di Zoppas Industries.

Nel lussuoso attico al sesto piano dello Shopping Center la vista spazia dal Castello a piazza dei Fratelli Zoppas, declassata a piazzale nel linguaggio comune e urbanistico, all’enorme ferita dell’ex area industriale che da oltre trent’anni segna in negativo lo sviluppo urbanistico di Conegliano. Con lei anche Luigi Tesser, già manager del gruppo Zoppas, coordinatore del progetto Shopping Center Stazione Unesco, curatore della mostra fotografica sull'opera industriale dei Fratelli Zoppas del 1996 e del 2012, e anima del progetto Museo di storia industriale e del lavoro di Conegliano e del Territorio.