Che cosa vuole Vladimir Putin? La prima risposta è «tutto il territorio che ha conquistato», posizione che di fatto chiude la porta al negoziato con l’Ucraina. La seconda, quella che tante volte è stata evocata in questi tre anni di battaglia: «Il presidente russo ha perso la ragione e ha deciso di continuare la guerra fino alle estreme conseguenze».

La terza risposta punta sull’enigma del Cremlino: «Putin è ostaggio dei falchi e non può dar seguito alle pressioni degli Stati Uniti per chiudere il conflitto». Nessuna risposta alimenta la fiammella della pace, sono giorni difficili, la tensione è testimoniata da due telefonate nel giorno di ieri: quella tra Trump e Putin e soprattutto il colloquio tra il presidente russo e Papa Leone XIV. In questo scambio c’è tutta la gravità del momento, il rischio di uno scivolamento improvviso verso una guerra totale.

PUTIN ATTACCA: IL PUNTO DI NON RITORNO? POI SENTE IL PAPA E TRUMP

L'Ucraina vuole sfruttare un cessate il fuoco per riarmarsi, aumentare la mobilitazione e preparare atti di sabotagg...

La lettura finale è che l’Occidente è al buio, nessuno sembra conoscere più lo schema del gioco del potere che si svolge a Mosca. Si tratta di uno scenario inquietante, spalancato sul burrone dell’imprevisto, sempre sul filo dell’incidente che può innescare un confronto più largo e intenso, fino all’uso della bomba atomica. Sono giorni difficili. La telefonata tra Papa Leone XIV e Putin segnala la gravità del momento. Questo deficit di conoscenza della situazione ha delle ragioni storiche. Negli anni della Guerra Fredda esisteva una categoria di studiosi nota con il nome di «cremlinologi», nella letteratura e nel cinema erano dei caratteri essenziali, spesso i protagonisti della trama, come il Jack Ryan dei libri di Tom Clancy, eccezionale figura di film come Caccia a Ottobre Rosso. Con la caduta del Muro di Berlino, il trionfo del capitalismo sul comunismo, l’attenzione dei governi e delle agenzie di intelligence si spostò su altre minacce, l’Orso russo fu archiviato come un residuato bellico di un’era conclusa con la vittoria dell’Occidente.