Qualche settimana fa, l'entusiasmante revenge movie angloamericano di Netflix Havoc, firmato dal Gareth Evans di The Raid, ha fatto toccare nuove gloriose vette al genere. Dal 6 giugno, sulla stessa piattaforma, è reperibile Mercy for None, serie sudcoreana dalle premesse simili e noir altrettanto violento ed eccessivo, un imperdibile gioiello per chi ama le storie di vendetta. Curiosamente, l’incipit è un mix tra le premesse di Havoc e quelle di un’altra serie criminale recente, la britannica Mobland, anche questa con Tom Hardy nel ruolo principale. Gi-joon (So Ji-sub, Always) è un sicario, il braccio destro e il "risolutore" di una grande organizzazione criminale; è incredibilmente abile, qualcuno in grado di determinare gli esiti delle lotte tra gang. L'uomo rimane invischiato in una faida tra i due boss Joowoon e Bongsan che culmina in una spirale di vendette e ritorsioni. Il tutto si svolge nella Seoul dei dualismi, una soffocante metropoli da neon noir asiatico bella e peccaminosa, brillante e oscura, corrotta e decadente.Mercy for None So Ji-Sub as Nam Gi-jun in Mercy for None Cr. Jung Jae-gu/Netflix © 2025Jung Jae-gu/NetflixIn Mercy for None, trasposizione dal webtoon Gwangjang, la parabola di vendetta di Gi-joon è innescata dal brutale assassinio del fratello minore Gi-seok (Lee Joon-hyuk) che lo costringe a riprendere i contatti col sindacato, lasciato molti anni prima, per cercare la verità. L'improvvisa scomparsa è il catalizzatore di una guerra tra bande a lungo evitata, preceduta da numerosi tradimenti e alleanze. Intorno a Gi-joon orbitano vari personaggi che rendono la trama più complicata e insidiosa: Lee Joowoon (Heo Jun-ho) è il patriarca del sindacato Joowoon, molto affezionato a Ki-seok; Lee Geum-son (Choo Young-woo) è il geloso figlio di Joowoon, pubblico ministero ambizioso, freddo e calcolatore. Gu Bongsan è il boss dell’altra gang, padre del vigliacco, borioso e inetto Joon-mo (l’idol Gong Myung). Infine, Cha seung-won (The Tyrant) interpreta il mellifluo e manipolatore signor Kim.Mercy for None Cha Seung-Won as Mr. Kim / Cha Yeong-do in Mercy for None Cr. Jung Jae-gu/Netflix © 2025Jung Jae-gu/NetflixMercy for None segna il ritorno di So Ji-sub al revenge dopo A Company Man del 2012, cruento e malinconico film di vendetta debitore di The Killer e di A Bittersweet Life su un sicario innamorato di una cantante legata a un mafioso. Di nuovo nei panni dei gangster virtuoso e pressoché invincibile che, per affetto, decide di sterminare un’intera organizzazione criminale, So Ji-sub offre una prova attoriale superba e magnetica. Ha il volto triste e malinconico di un eroe romantico, ma lo sguardo implacabile del vendicatore, e una gravitas straripante che intimorisce chiunque lo incontri. Zoppica (come Chow Yun-fat in A Better Tomorrow) a causa di un tendine d’Achille reciso, ma questo non lo rende meno pericoloso: Gi-joon picchia come un campione di boxe e in gioventù era famoso per maciullare gli avversari con una mazza di ferro. In Corea, come in Giappone, l’accesso alle armi da fuoco è limitato, per questo scarseggiano i revenge corredati da piogge di proiettili come nei cugini americani e hongkonghesi. In Mercy for None i membri delle gang si sfidano a colpi di arti marziali come in The Raid e negl Yakuza eiga o si attaccano con armi bianche come nella strepitosa lotta a colpi di coltello perpetrata tra le corsie di un negozietto e girata in un'unica ripresa in uno dei primi episodi. La scena attesta il virtuosismo registico di Choi Sung-eun e ne fissa la cifra stilistica nelle sequenze d’azione: altro che eleganti duelli a suon di kung fu, karate e taekwondo, gli sfidanti si lanciano uno contro l’altro trascinati dalla disperazione e dall’istinto di sopravvivenza.Mercy for None So Ji-Sub as Nam Gi-jun in Mercy for None Cr. Jung Jae-gu/Netflix © 2025Jung Jae-gu/NetflixLe sequenze d’azione di Mercy for None sono tutte iperboliche e con un numero impressionante – nell’ordine del centinaio – di morti ammazzati. Irrealisticamente, decine di gangster alla volta si scontrano, si menomano e si uccidono in più occasioni e in un lasso di tempo relativamente breve senza che nessuno se ne accorga o intervenga la polizia. Sono i protagonisti di veri e propri massacri calati in un inferno di violenza dove la plausibilità della fisica non è mai di casa ma è sempre di grande intrattenimento. La sovrumana resilienza del protagonista, che sopravvive ripetutamente a ferite mortali, rientra nell’ordine dell'impossibile per soddisfare un’estetica dell’azione straripante, assurda e stranamente suggestiva. In virtù del suo handicap, Gi-joon non si produce in calci volanti ma tira pugni pesantissimi, come un pugile. La sua forza è mostruosa: ogni colpo rompe qualche osso o lancia l’avversario a metri di distanza. Il comparto sonoro fa un ottimo lavoro nel diffondere il rumore sordo e pesante delle nocche contro i corpi dei malcapitati. In alcuni casi, quello scricchiolio fa venire la pelle d’oca.Mercy for None Huh Joon-ho as Lee Ju-woon in Mercy for None Cr. Jung Jae-gu/Netflix © 2025Jung Jae-gu/NetflixQuesta è anche una serie quasi totalmente al maschile: in pratica non esistono donne nel mondo dei gangster, niente madri, mogli, amanti, figlie o subordinate, solo uomini solitari. Eppure, Mercy for None è un dramma familiare: la violenza distruttiva che si insinua avvelenando i protagonisti e guidandone le azioni efferate scaturiscono dall’amore e dal senso di protezione di Joowoon e Bongsan per i rispettivi figli, e di Gi-joon per il fratello. Lo stile freddo e asciutto della regia, del registro e delle scenografie contrasta con la passionalità dei suoi protagonisti. Choi Sung-eun riserva un bel po' di tempo, tra un massacro e l’altro, per far trasparire in modo vivido le motivazioni personali delle parti in gioco. Mercy for None non è, infatti, solo una storia intrisa di sangue, tradimenti e uomini distrutti, disposti a tutto per vendicarsi, ma una parabola d’introspezione che riscrive il genere del revenge in salsa action.Mercy for None Gong Myoung as Gu Jun-mo in Mercy for None Cr. Jung Jae-gu/Netflix © 2025Jung Jae-gu/NetflixAl centro di questa disamina, l'anima sconvolta del protagonista. Con il suo incedere claudicante (che So Ji-sub ci mostra peggiorare proporzionalmente alla stanchezza, alla gravità delle ferite e al peso del suo tormento interiore), Gi-joon si trascina lento ma inesorabile, come un carro armato scricchiolante; è chiaro che quel passo appesantito dalla sofferenza (i suoi movimenti durante le scene di combattimento sono altrettanto rivelatori) è da imputarsi, più che al tendine lesionato, alla disperazione mentre si avvicina alla constatazione di aver perso, pure lui, ogni remora morale. Tramite il suo personaggio, la serie offre una sofferta meditazione sul senso di colpa e sulla redenzione. Nonostante una rappresentazione mai edulcorata della violenza, Choi non glorifica la vendetta catartica, la usa per contemplare il decadimento dei valori di un sistema che una volta tutelava il mondo onorevole del crimine organizzato e che la nuova generazione ha accantonato e deriso (la morte di Gi-seok è una diretta conseguenza di questo decadimento).Ha quindi davvero senso parlare di revenge nel caso di Mercy for None? Abbiamo già parlato dell'influenza che i film di vendetta hongkonghesi hanno sulla cinematografia della Hallyu e di come capolavori come Man from Nowhere e A Bittersweet Life ne sono una diretta conseguenza. Mercy for None, come A Company Man, con i suoi intrighi e le scene di combattimento tra gangster a colpi di lama e mazze, fa più yakuza movie. La sovrumana resilienza del sicario animato dal senso dell’onore e accecato dalla sete di vendetta è decisamente dalle parti di John Woo. Mercy for None va oltre, rifacendosi a pellicole come No Tears for the Dead nelle quali sono centrali gli stati emotivi legati al senso di colpa e alla ricerca della redenzione, e promuovendo un tipo revenge in stile coreano in cui trova ampio spazio l'indagine psicologica.