"L'innovazione nello sport può essere un volano vincente per i territori, ma è necessario lavorare in modo sistemico: le aziende da sole non possono produrre innovazione senza un territorio che abbia come base il senso dell'innovazione. Oggi l'innovazione è complessa e capital intensive, la velocità del cambiamento rende tutto obsoleto molto più rapidamente e solo facendo sistema possiamo affrontare queste sfide".
Questo il messaggio lanciato da Alberto Baban, presidente della Fondazione Nord Est e di VeNetWork, in apertura del 'Ride the Future: la nuova frontiera dell'innovazione nel mondo bike'.
Un evento, promosso da Confindustria Belluno Dolomiti, con il supporto di Elis Innovation Hub, Wylab e Industrio Ventures, tenutosi nell'ambito della seconda edizione dello Sport Business Forum, con la partecipazione di esperti, imprenditori e rappresentanti istituzionali.
Obiettivo dell'approfondimento, affrontare i temi chiave come i nuovi modelli di business basati sulle startup e sulle piattaforme digitali, l'utilizzo di materiali innovativi come il carbonio riciclato, le applicazioni digitali e la gestione dei dati, con un crescente impiego della AI.
Alessio Cremonese, vicepresidente di Confindustria Belluno Dolomiti, ha evidenziato il peso economico del settore bike in Italia: "Abbiamo oltre 4,5 miliardi di euro di fatturato, 100 marchi e 10.000 addetti. Se aggiungiamo l'indotto turistico ed enogastronomico, il valore complessivo supera i 20-25 miliardi.






