Un giornalista di razza, che privilegiava sempre la notizia, considerandola il sale della sua professione, ma che sapeva al tempo stesso far valere le sue spiccate doti organizzative.

Carlo Gambalonga - per dieci anni vicedirettore dell'Agenzia ANSA, morto oggi a Roma, a 74 anni, dopo una lunga malattia contrastata con coraggio - è stato un giornalista eclettico, capace di spaziare con disinvoltura in tutti i settori dell'informazione.

Nato a Taranto nel maggio 1951, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza alla Sapienza di Roma e fu proprio in quegli anni, prima ancora della laurea, che si innamorò del mestiere di giornalista, sul quale avrebbe poi incentrato tutta la sua vita.

Cominciò a collaborare con Telenews, storica agenzia attiva all'aeroporto di Fiumicino, fucina di un'intera generazione di giornalisti affermatisi poi in varie redazioni di importanti testate nazionali. E proprio grazie al lavoro svolto con dedizione e capacità in quell'avamposto dell'informazione, si conquistò l'assunzione all'Agenzia ANSA, dove approdò nel 1976.

Nella redazione di via della Dataria Gambalonga si fermò fino alla metà degli anni '80, quando decise di trasferirsi con la famiglia a Napoli e si spostò nella sede di ANSA Campania, in cui rimase, con il ruolo di caposervizio, per una decina d'anni, prima di tornare nuovamente a Roma.