MESTRE - Il caso più eclatante è quello dei topi scovati mentre correvano indisturbati tra gli scaffali di un negozio di alimentari a conduzione straniera, nella zona della stazione ferroviaria di Mestre. Oppure, addirittura, persino con i roditori già morti. Ma c’è anche quello degli alimenti proposti al pubblico senza alcuna confezione, in una sorta di molto artigianale “fai da te”, o senza etichettatura né alcuna tracciabilità. Oppure, ancora, già scaduti da un pezzo eppure ancora lì a portata di cliente.

Il Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian) dell’Ulss3 Serenissima, fa il bilancio dell’ultimo anno e mezzo di controlli con questi numeri: ben 2.600 ispezioni, pari in media a cinque interventi al giorno; 57 sequestri; 36 attività sospese; sanzioni per 650mila euro, soldi che vengono incassati dai Comuni del luogo dove vengono irrogate. Controlli eseguiti a tutela della salute dei cittadini, per verificare il rispetto delle condizioni igienico sanitarie e il rispetto della normativa in tema di sicurezza alimentare; vengono effettuati d’ufficio o su segnalazione di enti tipo i Nas, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, ma anche di privati cittadini. «Il trend delle sanzioni è sostanzialmente stabile negli anni – afferma la direttrice del Sian Annamaria Del Sole – La sospensione scatta a fronte di gravi irregolarità con apposito provvedimento per gravi carenze igienico-sanitarie che costituivano un rischio per la salute pubblica. Inoltre, sono stati effettuati 452 controlli per allerte alimentari e sono stati prelevati e analizzati 1.226 campioni di alimenti, acqua potabile e minerale nella filiera alimentare, cioè in aziende agricole, centri cottura, depositi all’ingrosso, supermercati, ristoranti».