Spingere le aziende committenti a verificare che le condizioni di sicurezza dei lavoratori da parte delle aziende appaltatrici venga rispettata. È l’obiettivo che si prefiggono i promotori del referendum con il quarto quesito che tratta il tema della sicurezza sul lavoro. Si chiede di modificare le norme attuali, che impediscono di estendere la responsabilità all’impresa appaltante in caso di infortunio sul lavoro dovuto a rischi specifici. I rischi specifici sono quei pericoli legati all'attività delle aziende stesse, per esempio all'utilizzo di macchinari, sostanze o attrezzature.

Si punta a cancellare un comma del decreto 81 del 2008, il Testo Unico, modificato varie volte fino al testo della legge 215 del 2021. Da una parte scoraggiando chi fa ricorso al lavoro in “nero” o scarsamente professionalizzato, dall’altra riducendo la catena della cessione del lavoro su aziende sempre più piccole deputate poi a far fronte ai costi per la sicurezza. Chi vota sì, dunque, vuole che tutti i soggetti coinvolti, dal committente del cantiere fino agli appaltatori e subappaltatori, abbiano gli stessi obblighi in caso di infortunio sul lavoro, ad esempio nell'eventualità di un risarcimento a chi subisce i danni causati da un incidente.