La primavera meteorologica è terminata, ed è ora di farne un bilancio per il Piemonte e la Valle d’Aosta. Nel trimestre marzo-maggio ha dominato una situazione di blocco atmosferico con anticicloni a lungo confinati intorno alle isole britanniche (dove è stata una stagione straordinariamente soleggiata, calda e secca), mentre il versante Sud delle Alpi e in generale l’area mediterranea sono rimasti campo libero per depressioni e situazioni di instabilità atmosferica, con nubi e precipitazioni anche più frequenti e abbondanti di quanto già di consueto avviene in questa stagione al Nord-Ovest italiano.
I bollettini idrologici Arpa Piemonte segnalano che dal 1° marzo al 31 maggio sul bacino del Po fino alla confluenza con il Ticino (che comprende dunque anche Valle d'Aosta, Ticino svizzero, e parte della Lombardia occidentale e dell'Appennino Ligure) sono caduti in media 455 mm d'acqua, 51% sopra la norma del trentennio di riferimento 1991-2020. A contribuire di più a questo surplus sono stati marzo (+79%) e aprile (+99%), mentre maggio, che a ridosso delle Alpi occidentali è già di solito il mese più bagnato dell'anno insieme a novembre, si è collocato vicino alla (piovosa) media. Quasi metà dell'acqua caduta in realtà si è concentrata nell'evento alluvionale del 15-17 aprile (fin oltre 400-500 mm in tre giorni sui rilievi dal Canavese all’Ossola), eccezionale in una stagione in cui di solito piove spesso, ma non con intensità così elevate. A Torino (via della Consolata) il totale di precipitazione nel trimestre è stato di 330 mm (anomalia +16%) distribuiti in 31 giorni con apporto di almeno un millimetro. Una frequenza piovosa di tutto rispetto – la norma è di 23 giorni – tuttavia ancora lontana dai record: anche senza scomodare i 42 giorni di pioggia della fradicia primavera 1810, l'anno scorso il trimestre marzo-maggio vide piovere in ben 39 giorni su 92.






