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Nel 2024 sono nate in Giappone 686.061 persone: è il numero più basso dal 1899, quando si cominciò a tenere traccia delle nascite del paese. Nello stesso anno sono morte 1,61 milioni di persone, e dunque la perdita di popolazione netta è stata di circa 919.000 persone. Il Giappone è uno dei paesi più anziani del mondo, dove è in corso da decenni una grave crisi demografica che preoccupa i governi.

Queste statistiche – che sono state pubblicate in settimana ed escludono gli immigrati (circa il 2,5 per cento della popolazione) – mostrano anche come il declino demografico giapponese stia accelerando: è la prima volta che le nuove nascite scendono sotto le 700 mila, e questo è avvenuto con 15 anni di anticipo rispetto a quanto era stato previsto dall’Istituto nazionale per la ricerca sulla popolazione e la sicurezza sociale, l’istituto demografico giapponese.

Anche il tasso di fecondità delle donne giapponesi (cioè il numero medio di figli per donna) è sceso al record minimo di 1,15 figli per donna, meno dell’1,2 del 2023 e ben sotto il cosiddetto tasso di sostituzione di 2,1, cioè il numero medio di figli per donna necessario per assicurare che i nuovi nati sostituiscano le persone che muoiono e la popolazione rimanga stabile. In alcune aree del paese, come la capitale Tokyo, il tasso di fecondità è sceso sotto l’1. In Italia (un altro dei paesi più anziani del mondo) nel 2024 il tasso di fecondità è stato simile: 1,18 figli per donna.